Ave Maria: la preghiera in italiano e latino, le origini e il significato

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beato angelico annunciazione
Beato Angelico, Annunciazione

Il testo della preghiera

Ave, o Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.

Tu sei benedetta fra le donne,
e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.

Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell’ora della nostra morte.
Amen

L’Ave Maria in Latino

Testo ufficiale:

Ave Maria, gratia plena, Dominus tecum;
benedicta tu in mulieribus,
et benedictus fructus ventris tui, Jesus.

Sancta Maria, Mater Dei,
ora pro nobis peccatoribus
nunc et in hora mortis nostrae.
Amen

Storia, significato e contenuto

Storia e composizione della preghiera cattolica più famosa dedicata a Maria

L’Ave Maria è la preghiera più nota e più comune della Chiesa cattolica. La si impara sin da piccoli ed è la preghiera più ripetuta rivolta a Maria, la più semplice e popolare.

Questa preghiera pone l’essere umano di fronte alla madre di Gesù e madre di ogni essere umano.

Il testo ufficiale contiene una sequenza di parole e espressioni che hanno un senso e una storia profondi.
La prima parte della preghiera è tratta dal Vangelo ed è stata usata fin dai primi secoli.
La seconda parte esiste dal 13° sec. nella Chiesa latina e la forma che conosciamo oggi è divenuta definitiva solo dopo numerosi passaggi e variazioni.

La versione definitiva viene scelta in occasione del concilio di Trento con l’obiettivo di uniformare il modo di pregare la Vergine e rivedere le formule scegliendo le parole più adatte alla fede cattolica.

piena di grazia

Si fa riferimento non solo alla “grazia” ma a una pienezza di grazia che perfeziona la natura, e tutte le cose, che si estende nello spazio e nel tempo.
È infatti sin dall’inizio che Maria è colmata dalla grazia e dall’amore di Dio.

Maria è oggetto dell’amore di Dio e questo impedisce la presenza in lei del male. Maria è senza peccato perché è piena di grazia, e in grado di accogliere Dio, ma la sua grazia è anche abbondante a tal punto da riversarsi su tutti i suoi figli umani.

il Signore è con te

La frase, detta a Maria, indica la collaborazione tra Dio – Padre, Figlio e Spirito Santo – e Maria, sottolineando la presenza del Signore che ispira, santifica opera il suo piano di salvezza del mondo con lei, per mezzo di lei.

Maria accoglie Dio e con lui collabora.
Pronunciando questa espressione anche noi affermiamo questo legame testimoniando la presenza dell’essere divino in comunione con l’essere umano.

benedetta tu

Dio è l’autore della benedizione.
Il bene viene da Dio, ed è dono di Dio.
Maria è benedetta perché madre del Signore, ciò che lei ha e avrà da Dio è un dono e quindi benedizione.
Pronunciando questa espressione noi benediciamo Maria riconoscendo tutti i doni che per mezzo di lei ci sono giunti:
per i suoi gesti, il suo sì al Signore, detto anche per noi; per esserci e ascoltare la nostra preghiera.

il frutto del tuo seno

La maternità nell’Ave Maria è espressa con questa traduzione letterale “frutto del ventre”, che vale per qualsiasi maternità, umana, animale, vegetale. Tutto è frutto.

La benedizione della madre, che è il dono, la fiducia e l’amore da parte di Dio, si riversa sul figlio, anche lui benedetto perché lei è benedetta. La madre, che ha nei figlio la benedizione di Dio, troverà nei figlio la stessa benedizione per sé:
i figlio sono benedetti nelle madri e le madri nei figli.

Santa Maria

Con questa espressione si apre la seconda parte dell’Ave, si passa dall’ammirazione alla preghiera.
Maria è modello e artefice di santità.
È madre della Chiesa e la affianca nel suo cammino.
La grandezza di questa santità non scoraggia i suoi figli, che invece si avvicinano a lei con fiducia, onorati, stimolati e rassicurati.

Madre di Dio

Il significato di madre di Dio non è da intendersi nel senso di Divinità in sé, ma di Gesù, l’uomo che è Verbo di Dio.
Maria in tal senso acquisisce una particolare relazione con la Trinità, poiché Gesù è Dio fatto uomo.
Gesù è nato da lei quindi Maria è madre di Dio.
È madre in senso fisico, psicologico e spirituale.

Prega per noi

Nella preghiera si chiede a Maria di presentare le nostre suppliche al signore insieme con le sue.
Si esprime così la fiducia nella preghiera di Maria, mentre noi riflettiamo sul valore e sui contenuti stessi della nostra preghiera.

L’immagine di Maria viene presentata nei Vangeli associata all’atto della preghiera. A capo Gesù stesso ha imparato a pregare da Maria e oggi, in cielo, non può che accogliere le preghiere di sua madre.

Maria diviene maestra di preghiera; lei prega per noi, prega con noi.

Noi peccatori

Di fronte a Maria ci presentiamo come peccatori. Un atteggiamento che rivela umiltà fiducia perché noi figli desideriamo tornare alla casa del padre.

Con questa espressione noi riconosciamo il nostro limite umano, la nostra fragilità di creature.

Noi chiediamo a Maria di pregare per noi bisognosi di salvezza. Nel peccato è riassunta tutta la cattiveria, la disperazione, il male che togli all’uomo la pace. Ma da questa consapevolezza sorge la speranza.

Adesso

L’avverbio sollecita Maria intervenire perché qualcosa urge nell’animo di chi formula la preghiera.

Maria in cielo esiste in un presente eterno e si prende continuamente cura dei suoi figli. È una presenza materna, attiva, spirituale.
Il momento della preghiera diventa dialogo: esponiamo Maria la nostra situazione, i nostri bisogni, le nostre speranze.

L'”adesso” di chi prega Presenta Maria anche la realtà di tutta l’umanità.
Chi invoca la sua preghiera si fa voce dei fratelli, prega anche per loro, per la Chiesa, per l’umanità itinerante nel tempo.
Questo adesso è sempre diverso, sempre nuovo, presente e urgente.

Nell’ora della morte

L’invocazione dell’avemaria non è solo per la mia morte, ma per la nostra morte. Ogni giorno in ogni ora e ogni momento Cecchi nasce e c’è chi muore: occorre pregare per chi viene al mondo e per chi lo lascia.

Maria è la madre che ama insegna a trasformare l’amarezza della morte nella serena certezza della vita eterna.

Amen

In ebraico significa “essere certo”. È un’antica parola tipica del linguaggio liturgico.

In questa preghiera l’Amen Rappresenta la sintesi di quanto si è detto nonché il punto finale di questo dialogo con Maria.

È un gesto d’amore verso Maria ma anche verso Dio che ci affidati a lei come figli.

Per approfondire: Prof Tullio Faustino Ossanna “Ave Maria: Storia, Contenuti, Problemi” San Paolo, 2002