Le Stazioni della Via Crucis

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La Via del Calvario di Domenichino

La Via Crucis trova le sue origini tra il XII e il XV secolo. Questa devozione intende ripercorrere il pellegrinaggio lungo il percorso di Gesù, dal pretorio di Ponzio Pilato fino al sepolcro. Originariamente non era strutturata secondo un percorso preciso: la scelta era fondata sulle tradizioni locali.
Ripercorriamo assieme le 14 Stazioni della Via Crucis con riferimenti alle Sacre Scritture, commenti e meditazioni.

Ecco di seguito le Stazioni della Via Crucis:

  • 1° Stazione: Gesù è condannato a morte.
  • 2° Stazione: Gesù è caricato della croce.
  • 3° Stazione: Gesù cade per la prima volta sotto il peso della croce.
  • 4° Stazione: Gesù incontra sua madre.
  • 5° Stazione: Gesù è aiutato dal Cireneo a portare la croce.
  • 6° Stazione: La Veronica asciuga il volto di Gesù.
  • 7° Stazione: Gesù cade per la seconda volta.
  • 8° Stazione: Gesù incontra le donne di Gerusalemme.
  • 9° Stazione: Gesù cade per la terza volta.
  • 10° Stazione: Gesù è spogliato delle sue vesti.
  • 11° Stazione: Gesù è inchiodato sulla croce.
  • 12° Stazione: Gesù muore in croce.
  • 13° Stazione: Gesù è deposto dalla croce.
  • 14° Stazione: Gesù è deposto nel sepolcro.

Recitiamo assieme la Via Crucis meditando sul percorso di Gesù, ispirandoci ai testi delle Sacre scritture.

1° Sosta della Via Crucis: Gesù è condannato a morte

Dal Vangelo di S. Matteo (26, 62-66):
<Il Sommo Sacerdote si alzò e disse a Gesù: “Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano queste persone contro di te?”. Ma Gesù taceva. E il Sommo Sacerdote
gli disse: “Ti scongiuro, per il Dio vivo, di dirci se tu sei il Messia, il Figlio di Dio”. Gesù gli rispose: “Sì, tu l’hai detto. Anzi, io vi dico: ormai vedrete il Figlio dell’uomo sedere a destra della Maestà divina e venire sulle nubi del cielo”. Allora il Sommo Sacerdote si lacerò le vesti dicendo: “Ha bestemmiato! Che bisogno abbiamo
ancora di testimoni? Ecco, l’avete udita la bestemmia. Che ve ne pare?”. Risposero: “È reo di morte”>.

Dal Vangelo di S. Marco (14,60-64)
Allora il Sommo Sacerdote si levò davanti all’assemblea e interrogò Gesù: “Non rispondi nulla? Cosa attestano costoro contro di te?”. Egli, però, taceva e non
rispose nulla. Il Sommo Sacerdote lo interrogò di nuovo: “Sei tu il Messia, il Figlio di Dio benedetto?”. Gesù rispose: “Sì, io lo sono. E voi vedrete il Figlio dell’uomo sedere alla destra della Potenza e venire con le nubi del cielo”. Il Sommo Sacerdote allora stracciandosi le tuniche, disse: “Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Voi avete sentito la bestemmia. Che ve ne pare?”. Tutti sentenziarono la condanna a morte»

Dal Vangelo di S. Luca (22, 66-71)
<Quando si fece giorno, il Consiglio degli anziani del popolo si riunì insieme ai grandi sacerdoti e agli scribi. Fecero venire Gesù dinanzi al loro tribunale e gli chiesero: “Se tu sei il Cristo, diccelo”. Gesù rispose: “Se ve lo dico, voi non mi credete; e se io vi interrogo, voi non mi rispondete. D’ora in poi il Figlio dell’uomo avrà il suo seggio alla destra della Potenza di Dio”. Tutti allora gli chiesero: “Sei dunque tu il Figlio di Dio?”. Gesù dichiarò: “Voi lo dite esattamente; io lo sono”. “Che bisogno abbiamo ancora di testimonianze? – ripresero. – Noi stessi l’abbiamo udito dalla sua bocca”».

LETTURA DI UN SALMO DEL GIUSTO SOFFERENTE

Salmo 26
(versetto 12):
“Non espormi alla brama dei miei avversari;
contro di me sono insorti falsi testimoni
che spirano violenza”.

Il salmista subisce l’assalto di nemici implacababil che per distruggerlo definitivamente, suscitano contro testimoni che lo calunniano. Supplica perciò Dio di aiutarlo con le sue ispirazioni e con la sua assistenza. Bisogna leggere questo Salmo 26 con il Cristo durante la sua passione. Matteo e soprattutto Marco parlando
di Gesù davanti al Sinedrio, e anche la Lettera agli Ebrei (5, 7-8) evocando le grida e le lacrime del tempo e della passione di Gesà, utilizzano unvocabolario ed espressioni che fanno pensare subito al Salmo 26.

LETTURA DI UNA PROFEZIA DEL SERVO SOFFERENTE

Da un frammento del Quarto Canto del Servo Sofferente (Isaia 53,8):
« Sotto pressione e con ingiusta sentenza
fu tolto di mezzo;
chi si affligge per la sua sorte?
Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi.
A causa dell’iniquità del suo popolo
fu percosso a morte».

Il Servo Sofferente sopporta le sevizie e le brutalità della passione e morte con l’atteggiamento mansueto di un agnello condotto al mattatoio. In forza di una condanna e di un giudizio oppressivo il Servo vien fatto sparire; i
suoi contemporanei non capiscono che egli è stato eliminato dalla terra dei vivi a causa dei peccati del suo popolo. Si può anche tradurre cosi: «eliminato perché ha
preso su di sé la lebbra dei peccati del suo popolo»

LETTURA DELLA SINDONE

La crocifissione di Gesù nella Sindone di Torino è cosi fedele e precisa che è stato possibile ricostruire nelle sue cinque fasi (flagellazione, coronazione di spine, andata
al Calvario, crocifissione, sepoltura) la passione e la morte di Gesù. La sepoltura fu eseguita cosi in fretta per mancanza di tempo che Gesù, unico fra tanti, rimase
senza vesti e dovette essere provvisoriamente avviluppato dal lenzuolo della Sindone. È possibile quindi fotografare tutta la figura facciale e dorsale del corpo di Gesù,
con le contusioni e ferite. Gesù era fisicamente un uomo dalle proporzioni straordinariamente perfette.

Piccola pausa di riflessione e di silenzio.

2° Sosta della Via Crucis: Gesù riceve sulle spalle la croce

Dal Vangelo di S. Matteo (27,31)
«Dopo di averlo schernito, gli tolsero la clàmide e gli rimisero le vesti; e lo trascinarono alla crocifissione».

Dal Vangelo di S. Marco (15,20)
«E quando se ne furono beffati, lo spogliarono della porpora, lo rivestirono delle sue vesti e lo menarono fuori per crocifiggerlo».

Dal Vangelo di S. Luca (23, 23,25)
«Ma essi insistevano con grandi grida domandando che fosse crocifisso e i loro clamori crescevano di violenza.
Pilato allora sentenziò che si desse ascolto alle loro richieste. Lasciò libero Barabba che era stato messo in prigione per rivolta e per omicidio, e che essi reclamavano; e consegnò Gesù a loro piacimento».

Dal Vangelo di S. Giovanni (19, 14-17)
«Era la Preparazione della Pasqua, verso l’ora sesta (mezzogiorno). Pilato disse ai Giudei: “Ecco il Vostro re”. Gli gridarono: “A morte, a morte. Crocifiggilo”
Disse loro Pilato: “II vostro re ve lo dovrò io crocifiggere?”, Risposero i grandi sacerdoti: “Non abbiamo altro re che Cesare”.
Allora glielo consegno perché fosse crocifisso.
Presero dunque Gesù che, portando la propria croce, uscì dalla città per andare verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota».

LETTURA DI UN SALMO DEL GIUSTO SOFFERENTE
(Frammento del Salmo 37 – versetto 7, e del Salmo 26 – versetti 7 e 8).

«Sono curvo e accasciato
triste mi aggiro tutto il giorno».

«Sono stremato dai lunghi lamenti,
ogni notte inondo di pianto il mio giaciglio,
irroro di lacrime il mio letto.
I miei occhi si consumano nel dolore,
invecchio fra tanti miei oppressori».

LETTURA DI UNA PROFEZIA DEL SERVO SOFFERENTE

«Egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori;
e noi lo giudicavamo castigato,
percosso da Dio e umiliato». (Isaia 53,4)

LETTURA DELLA SINDONE

Caricano sulle spalle di Gesù il grosso paolo orizzontale della croce (chiamato anche patibolo); pesa una cinquantina di chili Il palo verticale è già piantato sul Calvario.
Nella zona scapolare sinistra e soprascapolare destra della Sinone si possono vedere due larghe contusioni. La direzione di quelle lacerazioni di sangue fa pensare a una trave fissata in modo stabile e perciò legata alle braccia. L’estremità più bassa era legata alla caviglia e l’altra estremità era legata al palo di uno degli altri due criminali.

Qualche attimo di riflessione e silenzio.


3° Sosta della Via Crucis: Gesù cade per la prima volta

Dal Vangelo di S. Matteo (26,67-68)
«Allora gli sputarono in viso e lo schiaffeggiarono; altri
lo picchiarono dicendo: “Fa’ il profeta, Messia. Indovina chi ti ha percosso”».

Dal Vangelo di S. Marco (14,65)
«Poi alcuni si misero a sputargli addosso, a coprirgli il
volto di un velo, a schiaffeggiarlo e a dirgli: “Fa’ il profeta”. E i servi lo tempestarono di schiaffi»

Dal Vangelo di S. Luca (22,63-65)
«Intanto gli uomini che facevano la guardia a Gesù lo
schernivano e lo maltrattavano; gli mettevano un velo
sugli occhi e gli domandavano: “Fa’ il profeta: chi è co-
lui che ti ha picchiato?”, E proferivano contro di lui
molti altri insulti».

LETTURA DI UN SALMO DEL GIUSTO SOFFERENTE

«Abbi pietà di me, Signore,
vedi la mia miseria, opera dei miei nemici,
tu che mi strappi dalle soglie della morte,
perché possa anunziare le tue lodi».

LETTURA DI UNA PROFEZIA DEL SERVO SOFFERENTE

«Ero come agnello mansueto
che viene portato al macello;
non sapevo che essi tramavano
contro di me, dicendo:
“Abbattiamo l’albero nel suo rigòglio,
strappiamolo dalla terra dei viventi;
il suo nome non sia più ricordato”». (Geremia 11,19)

LETTURA DELLA SINDONE

Gesù cammina a piedi scalzi per le strade dal fondo irregolare cosparso di ciottoli. I soldati lo tirano con le corde. Il percorso, fortunatamente, non è molto lungo, circa 600 metri. Gesù a fatica mette un piede dopo l’altro; spesso cade sulle ginocchia. E sempre quella trave sulla spalla. Ma la spalla di Gesù è coperta di piaghe. Quando cade a terra la trave gli sfugge e gli scortica il dorso. La flagellazione, per tutti i condannati alla morte di croce, veniva inflitta di regola lungo la strada, sul torso denudato. Così fecero per i due criminali, risparmiando Gesù che l’aveva già patita e aveva di nuovo rivestito la sua veste, quando s’incamminò lungo la via dolorosa.

Qualche attimo di riflessione e di silenzio.

4° Sosta della Via Crucis: La madre di Gesù si incontra con suo figlio

Dal Vangelo di S. Giovanni (19,25-27)
«Presso la croce di Gesù stava sua madre; la sorella di sua madre; Maria moglie di Cleofa; e Maria di Magdala.
Vedendo la madre e, accanto a lei, il discepolo che egli amava, Gesù disse alla madre: “Donna, ecco tuo figlio”. Poi disse al discepolo: “Ecco tua madre”. Da quell’ora il discepolo l’accolse come sua».

LETTURA DI UN SALMO DEL GIUSTO SOFFERENTE

«Mi dilaniano senza posa,
mi mettono alla proa, scherno su scherno,
contro di me digrignano i denti.
Fino a quando, Signore, starai a guardare?
Libera la mia vita dalla loro violenza,
dalle zanne dei leoni l’unico mio bene».

LETTURA DI UNA PROFEZIA DEL SERVO SOFFERENTE

Con che cosa ti metterò a confronto?
A che cosa ti paragonerò,
figlia di Gerusalemme?
Che cosa eguaglierò a te per consolarti,
vergine figlia di Sion?
Perché è grande come il mare la tua rovina.
Chi potrà guarirti?». (Lamentazioni 2,13)

LETTURA DELLA SINDONE

A ogni colpo di flagello e di scudiscio i due criminali che accompagnavano Gesù si dimenavano, si agitavano e scrollavano, facendolo cadere, Gesù. La trave, a quegli strattoni, obbligava il piede, a cui era assicurata, a piegarsi, costringendolo a urtare con violenza contro le pietre della strada. Il ginocchio sinistro di Gesù, nella Sindone, mostra un’ampia ferita lacero-contusa. Gesù cadeva a terra: sul volto di Gesù nella Sindone si leggono alcune spaventose enfiagioni e traumi.
Il setto nasale è rotto; nelle zone sopraciliari si notano due grosse enfiagioni. Il volto è sfigurato. Forse in una di queste cadute, Gesà alzando gli occhi e il volto deturpato incontrò gli occhi e il volto dolorante della Mamma sua.
Per Maria fu la trafittura della spada del dolore di cui le aveva parlato il vecchio Simeone quando Gesù bambino è stato presentato al Tempio.

Qualche attimo di silenzio e riflessione.

5° Sosta della Via Crucis: Simone di Cirene porta la croce di Gesù.

Dal Vangelo di S. Matteo (27,32)
«Nell’uscire, incrociarono un uomo di Cirene, di nome Simone, e lo requisirono per fargli portare la croce di Gesù».

Dal Vangelo di S. Marco (15,21)
«Un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campa-
gna, padre di Alessandro e di Rufo, venne requisito per
portare la croce di Gesù».

Dal Vangelo di S. Luca (23,26)
«Mentre lo conducevano alla crocifissione fermarono un
certo Simone di Cirene che ritornava dai campi e lo ca-
ricarono della croce perché la portasse dietro a Gesù».

LETTURA DI UN SALMO DEL GIUSTO SOFFERENTE

«Come le folle rabbrividiscono a suo riguardo
– tanto era sfigurato;
non era più di uomo il suo aspetto
e non era più la sua figura
quella dei figli di Adamo –
così si meraviglieranno di lui
le folle di nazioni». (Isaia 52, 14-15)

LETTURA DELLA SINDONE

Gesù camminando aveva le braccia legate al palo trasversale della croce (o patibolo). Quando cadeva a terra non poteva perciò attenuare la violenza dell’impatto del viso contro le pietre: ecco perché il suo volto nella Sindone risulta sfigurato. Gli aguzzini, che conducevano tra gli scherni e le bestemmie della folla il triste corteo di morte, decisero di alleggerire le spalle di Gesù. Obbligarono un certo Simone di Cirene a portare il legno della croce fino al luogo dell’esecuzione; diversamente Gesù, battendo con la testa contro le pietre e i lastroni della strada, sarebbe morto per commozione cerebrale prima di venir crocifisso.

Qualche attimo di silenzio e di riflessione.

6° Sosta della Via Crucis: La Veronica asciuga il volto a Gesù

Dal Vangelo di S. Giovanni (12,23-28)
«Gesù risponde loro:
“E venuta l’ora in cui il Figlio dell’uomo dev’essere glorificato.
In verità, in verità vi dico: se il chicco di frumento non cade per terra e non muore, resta solo; se invece muore, porta molto frutto. Chi ama la propria vita la perde; e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna.
Chi mi vuol servire, mi segua e dove sono io, là sarà anche il mio servo. Se qualcuno mi serve il Padre mio lo onorerà.
Adesso l’anima mia è turbata. E che devo dire?
Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono venuto a quest’ora. Padre, glorifica il tuo nome”».

LETTURA DI UN SALMO DEL GIUSTO SOFFERENTE
(Frammento del Salmo 37, versetti 9 e 11)

Afflitto e sfinito all’estremo,
ruggisco per il fremito del mio cuore.
Signore, davanti a te ogni mio desiderio
e il mio gemito a te non è nascosto.
Palpita il mio cuore,
la forza mi abbandona,
si spegne la luce dei miei occhi»

LETTURA DI UNA PROFEZIA DEL SERVO SOFFERENTE

«Non aveva aspetto né bellezza
per attirare i nostri sguardi
e neanche fascino che ce lo facesse cercare.
Disprezzato, emarginato dagli uomini,
uomo dei dolori, che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale
ci si vela la faccia: era disprezzato
e noi non ne avevamo alcuna stima». (Isaia 53,2-3)

LETTURA DELLA SINDONE

Il volto di Gesù è tutto sangue; è spaventosamente enfiato. Si avvicina una donna, Veronica, e gli ripulisce il viso. Il sangue a Gesù aveva cominciato a scorrergli sul volto già nell’agonia del Getzèmani, nell’orto degli Ulivi. «Gesù, entrato in agonia nell’orto del Getzèmani – scrive S. Luca – pregava più intensamente. E diede in un sudore come di gocce di sangue che cadevano fino a terra». Il solo evangelista che riporta il fatto è un medico, Luca. E lo fa con la precisione di un clinico. Il sudar sangue, o ematoidròsi, è un fenomeno rarissimo.
Si produce in condizioni eccezionali; a provocarlo ci vuole una spossatezza fisica, accompagnata da una scossa morale violenta, causata da una profonda emozione, da una grande paura.
Il terrore, lo spavento, l’angoscia terribile di sentirsi carico di tutti i peccati degli uomini devono aver schiacciato Gesù.

Qualche attimo di riflessione e di silenzio.