Regina Coeli: il testo in latino, in italiano e le origini dell’antifona

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Vergine Maria, Regina del Cielo

Il Regina Caeli, o Regina Coeli, è una preghiera dedicata alla Madonna, Regina del Cielo (traduzione letterale dal latino “Regina Caeli”).

La nota antifona mariana viene principalmente recitata in sostituzione dell’Angelus nel tempo pasquale (dalla domenica di Pasqua alla Pentecoste), ma viene anche recitata quotidianamente all’interno della preghiera della Liturgia delle Ore.

Testo in Latino del Regina Caeli

Regina coeli, laetare, alleluia.
Quia quem meruisti portare, alleluia.
Resurrexit, sicut dixit, alleluia.
Ora pro nobis Deum, alleluia.

Gaude et laetáre, Virgo María,
Allelúia.
Quia surréxit Dominus vere,
Allelúia.

Orémus:
Deus, qui per resurrectiónem Filii tui Dómini nostri Iesu Christi mundum laetificáre dignátus es, praesta, quǽsumus, ut per eius Genetrícem Virginem Maríam perpétuae capiámus gáudia vitae.
Per Christum Dóminum nostrum, Amen.

Testo in Italiano del Regina Caeli

Regina del cielo, rallegrati, alleluia.
Cristo che hai portato nel grembo, alleluia,
è risorto, come aveva promesso, alleluia.
prega il Signore per noi, alleluia.

Rallegrati, Vergine Maria, alleluia.
R. Il Signore è veramente risorto, alleluia.

Preghiamo:
O Dio, che nella gloriosa risurrezione del tuo Figlio hai ridato la gioia al mondo intero, per intercessione di Maria Vergine, concedi a noi di godere la gioia della vita senza fine.
Per Cristo nostro Signore, Amen.

Le origini del Regina Caeli

Composta da 4 versi che terminano con Alleluia, la gioiosa preghiera rivolta a Maria secondo una legenda medievale ha origini nel 590.
Durante un’epidemia di peste che stava decimando la popolazione romana, fu organizzata un’imponente processione penitenziale dal Papa: quando i fedeli attraversarono il ponte Elio, videro sopra al Mausoleo di Adriano degli angeli che recitavano un canto. Questo venne trascritto dal pontefice e completò l’antifona con Ora pronobis deus. L’episodio si concluse con un angelo che ripose una spada insaguinata nel fodero come a rappresentare la conclusione delle sofferenze dettate dalla peste. Questo è il motivo per il Mausoleo di Adriano venne denominato Castel Sant’angelo.

Secondo altri studiosi invece la paternità della preghiera è da attribuire a a Gregorio V 1599 (ma non ci sono evidenze di ciò).

La diffusione dell’antifona è documentata fin dal XIII secolo, inserita nel breviario francescano e un altro editato a Venezia nel 1521.
Pio V nel 1568 lo ripropose nel breviario romano, mentre Benedetto XIV nel 1742 prescrisse di recitarla durante il tempo pasquale al posto dell’Angelus Domini.