Santa Maria delle Armi a Cerchiara di Calabria

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Panoramica Santuario Santa Maria delle Armi Cerchiara di Calabria (CS)

Il Santuario della Madonna delle Armi sorge a 1015 m. di altitudine alle pendici del Monte Sellaro.
Il nome deriva dal greco Των αρμων (Tōn armōn) ossia “delle grotte, degli anfratti”.

Orari

Orario SS. Messe
Periodo Estivo
Tutte le Domeniche
ore 10:00 Confessioni
ore 10:30 Santo Rosario
ore 11:00 Santa Messa
ore  16:00 Ora di Adorazione
ore  17:30 Santo Rosario – Confessioni
ore  18:00 Santa Messa

Periodo Invernale
Tutte le Domeniche
ore 16:00  Recita S. Rosario
ore 16:30   S. Messa 
Orario Punto Ristoro
Periodo Estivo
dalle ore 08:00 alle ore 22:00
Periodo Invernale
dalle ore 08:00 alle ore 20:00

Il Santuario

Il Santuario della Madonna delle Armi risulta di un complesso di edifici allineati contro la massiccia parete della montagna : all’estrema destra c’è la chiesa , la quale penetra per diversi metri nel vivo della roccia.
Accedendo al Santuario , si passa tra due edifici :a sinistra il palazzo del Duca ,con ampie sale che ospitano le personalità che intervengono alle feste annuali ; a destra l’antico ospizio dei pellegrini , ora adibito ad abitazione del custode.Allineati a questa fabbrica , ne seguono altri due di diverse dimensioni , altra volta 
adibiti ad abitazione delle orfanelle e del personale.
Oltrepassati questi edifici , si sfocia in un piccolo porticato rettangolare , su cui sono aperte quattroarcate romaniche , nelle quali s’incrociano le aure purissime del Pollino e dello jonio.
E’ una loggia , fabbricata sulla roccia scoscesa, dalla quale si gode una splendida visuale della Piana di Sibari.

In chiesa si entra attraverso un portale in pietra bianca con colonnine scanalate , che alla base sono protette da due bestie accovacciate ed abbozzate anche in pietra. Alla sommità i capitelli corinzi sostengono una trabeazione sulla quale sono poste tre sculture a basso rilievo , che raffigurano : a sinistra , la quercia simbolo di Cerchiara a destra , lo stemma dei Pignatelli . e al centro , la Madonna di Costantinopoli.L’interno della chiesa è
a forma bizzantina , irregolare ; possiamo dire , grosso modo , che è a pianta a croce latina , ma con bracci di proporzione e di forma disuguali.Comprende un corpo principale , cioè la navata , che si protrae alquanto nel masso , e gli accessori ; una cappellina absidale di fronte all’altare maggiore , una grande cappella a sinistra , e un corpo ancor più grande a destra , separato da un arco grande della navata : questi formano i bracci della crociera.Dal corpo di destra si accede alla sagrestia , piuttosto piccola.

Vicino alla porta , c’è una pila d’acquasanta in pietra nera su colonnina di pietra . 
Sul pilastino c’è scritto : N.P.D.I.P. 1657.
Al lato destro dell’altare Maggiore , due rampe convergenti di quattro scalini ciascuna portano alla grotta , nella quale secondo la tradizione , sono state trovate dai cacciatori le tavolette delle icone bizantine .

La cappella gentilizia dei Pignatelli completa la parte sinistra della chiesa. Essa è stata costruita a scopo funerario , perchè sotto il pavimento venivano seppelliti i loro resti mortali.All’interno , delle scritte, sulle lapidi ricordano la sepoltura di : Claretta Capua seconda moglie di Giulio Pignatelli (+1937) Fabrizio (+ 15.2,1652) ; Valerio (+6.2.1965)

Avvenimenti

Nel 1738, dopo appena tre secoli di vita del Santuario , Il Vescovo di Cassano Jonio Mons.Gennaro Fortunato, venuto a conoscenza che sulla pietra non era più riconoscibile alcuna immagine sacra, ordinò una inchiesta e dispose che gli fosse stata portata nella sua sede vescovile , per esaminarla con calma.
La cosa, per sè normale non venne accettata dai numerosi fedele , i quali consigliati anche dal cappellano D.Giacomo Di Leone si opposero al trasferimento. L’atto di ribellione alla volontà vescovile determinò la sospensione dei cappellani e dei romiti dalle loro funzioni e l’avviso di chiusura al culto della chiesa , nel timore che sulla pietra non vi fosse alcuna immagine.
L’opposizione dei cerchianesi non fu vana , perchè il Vescovo dovette decidersi a relazionare a Roma circa l’accaduto.L’Arcivescovo di Rossano ed il Vescovo di S.Marco furono delegati da Roma ad assistere all’opera di un pittore il quale lavò la pietra dalle incrostazioni dovute al fumo dei ceri, e riapparve l’immagine di Maria come era apparsa sin dal 1440.Il cronista D.Antonio Stigliano conclude il suo racconto dicendo che ” il vescovo di Cassano racchiuse di nuovo la pietra sacra nel medesimo ostensorio suggellato , come si conservava pria , e per felice memoria vi lasciò le sante indulgenze , che vuole ogni prelato dispensare”

L’immagine di S.Maria delle Armi , che si venera nel Santuario , appartiene al tipo siriano della Immacolata essa è ritratta su pietra a forma ovoidale e tondeggiante nella
parte posteriore .L’icona pesa gr.3400, e misura cm.29 di altezza , e cm. 15 di larghezza.
Dal 1750 , è esposta in un reliquiario di argento di fattura napoletana e ordinata dal Principe Michele Pignatelli. La data del 25 aprile 1846 è stata ancora un altro giorno prodigioso per la pietà dei fedeli di Cerchiara, che a Lei avevano pensato di fare ricorso per avere salvo il raccolto dalla grave siccità di quell’arsa primavera.
Si organizzò una processione di fiducia e di speranza al Santuario , e la pioggia venne ,il raccolto fu salvo ed un patto votivo fu stipulato per testimoniare l’avvenimento a tutte le generazioni : Celebrare , in ricordo , la festa votiva del 25 aprile , detta ancora “dei vinticinche ” , a distinzione da quella di Pentecoste.

Il 25 maggio 1951 è la data della incoronazione della Madonna delle Armi , avvenuta , in Cerchiara per le mani del Vescovo di Cassano jonio , Mons.Raffaele Barbieri. Lo straodinario evento è stato voluto per ricordare il 5° centenario della invenzione della S.Icona , nella grotta del monte Sellaro. 
Nel 1965 nella cappella gentilizia è stato seppellito il Principe Valerio Pignatelli (+ 6.2.1965).Alla vedova Maria Pignatelli si deve il progetto generale di restauro di tutto il complesso dei fabbricati che con la collaborazione di Vincenzo Barone , ottenne il piano di finanziamento dei lavori dalla Cassa del Mezzogiorno .A lei , quindi , vada il grande merito di avere salvato quello che i suoi avi , insieme a tutto il popolo di Cerchiara avevano costruito.

La sera del 6 maggio 1977 , mani ladre asportarono dal Santuario , per fini venali di ricatto o di commercio clandestino di opere d’arte, la storica pietra santa, lasciando nel vuoto e nello smarrimento tutta la gente, che si sentiva privata d’uno dei più grandi motivi della sua esistenza. Già il giorno successivo , la tempestiva indagine dei carabinieri ha portato al ritrovamento della pietra santa nascosta nelle campagne di Sibari.

A ricordo di questo evento è stata scritta questa poesia :

Hann’arrubat’ a Madonna dill’Arm!
Hamu rimastu senza mamma 
e cchi scuru chi ni parjidi
senz’a vergine Maria
Alli trji di la matina,
Chi rimore chi si sintjidi!
n’annnu purtat’ a Madonna dell’Arm !
tutti chiangenni e tutti gridanni :

(Ritornello) : Mò ti prigamo, Madonna meja,
E tu non n’abbandonà ! 
e tu non n’abbandonà ! 
che senz’i tji non putimi sta.

I Miracoli

I Santuari mariani sono luoghi scelti dalla Madonna per dispensarvi grazie e benedizioni , sia di ordine temporale che di ordine spirituale.
I criteri cui vengono scelti questi luoghi sfuggono ad ogni umana considerazione.
Il Santuario della Madonna delle Armi è senza dubbio uno dei più celebri e dei più frequentati della Calabria. Il Fiore stesso dice precisamente che il concorso del popolo e le elemosine che vi elargisce in abbondanza sono dovute “alle molte grazie , quali giornalmente si ottengono dalla Beata Vergine in questa chiesa” Lo Stigliano consacra tutto il capitolo dedicato ai miracoli più strepitosi operati dalla Madonna delle Armi e si sofferma su quelli avvenuti dal 1450 al 1792.
Noi ne presenteremo solo alcuni :

  1. Nel 1450 invenzione miracolosa delle tavolette bizantine e apparizione della Madonna delle Armi nella Pietra.


  2. In tempo di carestia e di bisogno , la Madonna provvede miracolosamente alle necessità del personale del Santuario , Specialmente delle Orfanelle , moltiplicando il pane l’olio e altri commestibili in diverse occasioni .

  3. Giacomo D’Amato , Procuratore del Santuario , precipitando dalla loggia sui dirupi da un’altezza pericolosa , ne usci incolume per l’intervento della Madonna.

  4. Caterina Di Guido da Cerchiara sorda e muta dalla nascita , a 18 anni riacquista la sanità nella grotta della Madonna .

  5. Similmente fra Giuseppe Monaco , uno dei ricoverati del Santuario , all’età di anni 12
    acquistò per grazia della Madonna la loquela , che non aveva mai avuta. In riconoscenza restò come romito al Santuario in servizio perpetuo della Madonna.

  6. Cristoforo di Chiaramonte , uomo rotto a tutte le dissolutezze, recatosi al Santuario
    nella festa della Madonna è colpito dal sorriso di Maria e si converte.

  7. Un massaro di Francavilla , cadendo dal carro , ebbe le gambe spezzate dalle ruote. 
    Ma avendo riacquistata la sanità sull’istante , dietro invocazione della Madonna delle Armi per riconoscenza si mise al servizio del Santuario , recandosi ogni giorno alla grotta Madonna a ringraziare la sua benefattrice.

  8. Mastro Domenico Rende , lavorando ai muri esterni della chiesa , perduto l’equilibro cadde restando sospeso nell’aria con un piede impigliato nelle tavole dell’impalcatura . Salvato miracolosamente da caduta mortale , in riconoscenza , lasciò al Santuario il frutto del lavoro.

  9. Qualche cosa simile accadde al muratore Michele Vancieri di Rogliano , che, caduto da una notevole altezza ,sembrava morto sull’istante al punto che gli apparecchiavano le esequie.
    Il padre, veduto il cadavere , corse nella grotta a supplicare la Madonna delle Armi. 
    Finita la preghiera, vide il figlio ritornare sano e salvo , come se non fosse stato nulla.

  10. Nel 1650, alcuni ladri ,portatisi nel Santuario per rubarvi alla vista dell’immagine di Maria cambiarono consiglio, e invece di rubare , vi lasciarono una buona somma di denaro.

  11. Questo fatto si è ripetuto con altri ladri nel 1786.

  12. Nel 1525 , un romito di nome Fra jacopo , cadendo dal campanile del Santuario , andò a finire sul capo di un tal Giovanni Di Girolamo di Albidona , che morì. Ma applicatagli la pietra con l’immagine della Madonna delle Armi, rinvenne immediatamente.

  13. Nel 1740 avvenne ne Santuario la conversione di un eretico Calvinista.

  14. Nel 1784 vi avvenne la guarigione istantanea di un bambino di sei anni ,affetto da paralisi infantile.

  15. Guarigione miracolosa di un ossesso.

Altri miracoli sono segnalati dallo Stigliano a ciechi, storpi, ossessi sordi e muti , che non 
riportiamo per ragione di spazio.
Prima di chiudere questa sezione vogliamo riportare un fatto accaduto nei tempi più recenti , trascritto con semplicità dall’Arciprete Zito:” Fronte Russo .38° Reggimento Fanteria, Divisione Ravenna. Mante notizia di una grazia che ho avuto dalla Santa Vergine delle Armi, per mia devozione manto all’Arciprete la mia devozione per tre domeniche li deve pubblicare alla Santa Messa, dopo sei giorni di duro combattimento mia mia mitraglia per sei giorni e notte era sempre roscia la mattina del 6° giorno una granata mi e spezzata la mitraglia nelle mie mani ed io sono avuta nessuna ferita perchè avevo l’immagine nel mio elmetto dopo sono stato fatto prigioniero del nemico un giorno e una notte stango di sonno nel momento viene in sogno la Santa Vergine e mi dice ora e tempo di ti aiuta: scappa che non ti vedono , così sono scappato. Dopo sette giorni sono riuscito a raggiungere il mio reparto e sempre la notte la Madonna mi era in sogno e mi indicava la strata….Vostro Bianchimano Domenico.
alla Santa Chiesa parrocchia di S,Pietro . Viva la Santissima Vergine dell’arma – Bianchimano Domenico 10 gennaio 1943″ Questa relazione , che abbiamo voluto riferire nella sua ineguagliabile scioltezza da egole lessicali e sintattiche , è anche chiara dimostrazione della fede che accompagna , vicini e lontani, i figli della Madonna delle Armi.-

Festività

Afflusso consistente di pellegrini si hanno nelle due ricorrenze annuali , quella votiva del 25 aprile e quella titolare della Pentecoste.
Per queste occasioni , da ogni parte del circondario di Castrovillari e di Corigliano , ma specialmente dai paesi confinanti Cerchiara , Francavilla Marittima, S.Lorenzo Bellizzi – i fedeli accorrono in gran numero verso la grotta santa, e il monte Sellaro riveste un aspetto particolare di festività gioiosa. P.Francesco Russo nel libro “Il Santuario della Madonna delle Armi” -1952- scrive a proposito delle festività ” Tutta la zona sottostante il Santuario brulica di uomini di animali e delle solite bancarelle della fiera.
Vi figurano i costumi variopinti dei paesi della Calabria e della Lucania , cui si mescolano quelli non meno vari e caratteristici degli Albanesi, provenienti da Plataci , da Civita e da Frascineto.Molta di questa gente vi è fin dalla vigilia . Ha passato la notte alla meglio sotto le logge o nelle grotte, al bagliore dei fuochi e al suono delle cornamuse , dei pifferi e delle fisarmoniche.Si suona e si canta fino a tardi ,senza mai stancarsi. Salgono cantando “la canzone della Madonna” ed entrano in chiesa rumorosamente per andare a depositare ai piedi dell’immagine benedetta l’attestato della loro devozione.
La processione dopo la Messa solenne si svolge lungo la via verso Cerchiara giunta al picco, su cui si trova l’edicola votiva , che domina Cerchiara e tutto il suo territorio circostante , s’impartisce la benedizione.Quindi si fa ritorno al Santuario per la stessa via “. La cronaca di una festivita degli anni ’50 si chiude con la descrizione del ritorno dei fedeli a casa .